Forma
Centro Internazionale della Fotografia
Piazza Tito Lucrezio Caro, 1
20136 Milano
Tel. 02 65531057 – 02 58118067
info@formafoto.it
www.formafoto.it
Orario: tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00. Il giovedì fino alle 22.00
Martin Parr
14 settembre – 19 novembre 2006

di Laura Boccanera
C'è tutto o quasi l'universo ordinario e sublime di Martin Parr nella prima retrospettiva organizzata dal centro Forma di Milano. Una mostra antologica che intende esplorare le infinite vie d'espressione di un autore dallo spiccato humour inglese, ma che non dimentica le sue origini concettuali e l'attenzione all'indagine sociale. Sono oltre 200 le foto esposte, a colori e in bianco e nero, immagini che coprono un lasso spaziale di oltre trent'anni per rivitalizzare il ruolo della fotografia come mezzo di denuncia della società, ma anche per soffermarsi sui particolari più intimi e banali delle piccole comunità.

Quando comincia negli anni '70 l'autore riproduce le atmosfere dell'Inghilterra del nord, con l'obiettivo puntato verso lo scenario ordinario, ma mai banale della vita sociale e domestica: la preparazione della marmellata, la scelta del panneggio e della carta da parati. Parr entra nelle case del ceto medio inglese e ne fotografa lo stile di vita più che l'esteriorità. In queste foto sembra quasi di percepire l'odore sgradevole delle tappezzerie pesanti e polverose ricamate ancora con motivi morrisiani, o ci sembra possibile accendere la luce di quella vecchia abatjour. Tutte queste opere, dal carattere vernacolare, vengono circondate da una cornice massiccia, di quelle che troviamo nelle case delle nonne e che magari contengono un vecchio paesaggio o un ritratto in stile antico. L'attenzione per i cambiamenti e per la società diventa sempre più intensa nel corso degli anni '80 e si accompagna alle provocazioni e alle incursioni nel cattivo gusto, ricercando un senso comune che tanto più viene acclamato tanto più rivela il paradosso di una familiarità rassicurante e orribile. È in questo tipo di produzione che la serie “Common Sense 1995-1999” prende vita: una serie di riproduzioni A3 senza cornice, crude nei loro zoom e nel colore saturo quasi imbarazzante e osceno che incuriosisce e infastidisce, mentre presenta gli stereotipi di una società ormai fagocitata dal consumismo e dalla venalità. È la cultura spazzatura offerta allo sguardo: pantofoline rosa schocking di cattivo gusto troneggiano a fianco della mascotte del McDonald's, signore imbellettate ritratte vicino ai loro cagnolini con occhiali da dive, oggetti per la ricerca della felicità che invece rivelano il loro lato deprimente e inefficace. Ma Parr non è un artista tragico e politico, ogni suo lavoro è farcito da una abbondante dose di ironia e sarcasmo gentile e velenoso che ci suggerisce di “riderci su”, magari riconoscendoci in alcuni atteggiamenti comuni come la pratica di scattare foto banali e noiose; chi in fondo non si è mai scattato una foto inclinata davanti alla torre di Pisa?

L'artista stravolge invece il punto di vista, sia quello dell'obiettivo fotografico che quello relativo alla percezione dei nostri gesti e ci mostra vittime di tutto ciò che è popolare e consumato, anche nell'esperienza del viaggio.
Link correlato: www.martinparr.com
Acquista online i libri consigliati:
John Davies & Martin Parr. Sguardigardesani
Martin Parr