New York - In un sito porno le opere di Timothy Greenfield-Sanders
Un'opera di Timothy Greenfield-Sanders finisce tra le immagini porno (a rotazione) del sito Internet http://fuckmenessesary.com

di Roberto Barzi
(EXTRART) – New York, 20 novembre 2006 – La pornografia è la trattazione e/o la raffigurazione di soggetti “erotico-sessuali” rappresentati o descritti in maniera esplicita. Viene definita in senso lato come “Descrizione e rappresentazione di cose oscene - ossia inerenti al sesso”. Il termine deriva dal greco e significa scrivere o disegnare su prostitute. La pornografia solitamente non è giudicata illegale, ma in molti contesti è soggetta a censura. Cosa c'entra questa dotta introduzione? C'entra, l'altra sera mi è giunta una e-mail da un amico giornalista che mi scriveva: “Incredibile! Guarda cosa ho trovato sul web: una foto di un affermato artista su un sito pornografico. Non pensare male, non guardo certe cose, ma sai come si lavora in una redazione!”. La curiosità a volte è contagiosa più di un virus. Alla fine, nonostante mi avesse allegato l'immagine, ho controllato di persona e l'ho effettivamente trovata: era proprio una delle ragazze di… vestita. Dunque, c'era una volta una mostra fotografica: no, non è una favola, ma al contrario la storia di un'esposizione di donne che lavorano per spettacoli “hard”. Attualmente l'immagine di una delle protagoniste è apparsa su un sito on-line “hard-core”. “Che c'è di male, è il suo lavoro!” potreste obiettare. Giustissimo, se non fosse che sulla “copertina” - assieme ad altre numerose colleghe - compare proprio una fotografia della suddetta mostra dell'americano Timothy Greenfield-Sanders, conosciuto come il fotografo delle Stars.

La manifestazione visiva era intitolata XXX 30 PORN-STAR PORTRAITS - ricordate? - e si svolgeva presso la “Galleria PAOLO CURTI/ANNAMARIA GAMBUZZI & CO.”

La pornostar - che si chiama Briana Banks - anche allora appariva vestita, ma - al contrario di adesso - Greenfield-Sanders si era a suo tempo interessato a fare quello che a solo pochi uomini sarebbe venuto in mente: vestire una pornodiva. Anzi trenta, tutte celebrità, che dalla San Fernando Valley - il regno californiano dell'hard - erano state proiettate nel mondo dell'arte grazie ad alcuni scatti originali e spiazzanti. Due immagini per ognuna di loro: nude e vestite, ma a far sorprendere sono state proprio le foto che le faceva apparire come delle donne comuni, quelle con il volto struccato e una maglietta colorata, indossata al posto della “lingerie bondage”. L'idea di collegare ogni foto con la sua versione erotica era stata decisa dalle stesse dive: "Erano loro a chiedermi di essere fotografate anche nude", ha dichiarato il loro celebre autore che, assieme a delle splendide figliole, aveva fatto posare anche i loro partners nelle pellicole a “luci rosse”. E allora luce rossa anche per il sito malandrino, sarebbe da censurare chi ha pubblicato l'immagine, oppure la stessa diva Briana Banks, che avrebbe pensato così ad autopromuoversi? Chissà, ma è pur sempre uno Stupro con scasso - come s'intitolava uno dei romanzi noir del suo compatriota James Ellroy - nei riguardi dell'arte contemporanea.