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Milano. MiArt e il mercato dell’arte

di Camilla Boemio

(EXTRART) – Milano, 17 aprile 2008 – Secondo lo storico dell'arte Henri Focillon “Il sogno di ogni collezionista sta nel raccogliere dal genio altrui un nettare che appartenga a lui solo”. Il collezionista sta all'opera d' arte come l'ape sta al fiore, il risultato di tante fatiche è dolcissimo in entrambi i casi. Parlo di collezionisti per introdurre l' argomento. Come si sta sviluppando il mercato? Come è andata Miart? Ho intervistato alcuni galleristi che hanno partecipato alla fiera con percorsi e proposte artistiche e longitudini diverse. Prima d iniziare con il loro resoconto, trovo fondamentale rapportarli ad un'altra categoria che sempre più sta evidenziando il proprio potere di determinare il mercato. Quest'ultimo è assolutamente condizionato dai mecenati contemporanei, i collezionisti, che, al giorno d'oggi, hanno un'influenza pari a quella dei galleristi (consiglio per un approfondimento il libro “Great collectors of our time”, Scala publishers, Londra 2007). Secondo gli esperti esistono tre tipi di collezionisti: i tastemakers la cui vasta conoscenza dell'arte produce un valore aggiunto nella disciplina, i winner pickers il cui intuito riesce a selezionare gli artisti che avranno successo nel futuro (Charles Saatchi per gli Young British Artists) e infine chi arriva a definire un campo completamente nuovo. La maggior parte dei collezionisti, di quella parte attiva che costituisce e va a rinverdire il mercato, è composta da americani e inglesi (guardare i giganti Gagosian Gallery e White Cube). Ho intervistato un campione composto dai seguenti galleristi: Sergio Bertaccini della Galleria In Arco, la Galleria Bonelli, Fabio Paris della Galleria FabioParisArtGallery, Roberto Casamonti della Galleria Tornabuoni Arte, Riccardo Cardi della Galleria Cardi e Kitai Yasuo della Gallery Kitai. Inizio dal gallerista giapponese Kitai Yasuo entusiasta per le vendite, anche in questa edizione di Miart (ormai l'ottava per lui) che definisce migliore di Shangai Art Fair: “In questo momento d'instabilità economica per il Giappone e gli Stati Uniti (recessione), l'Europa rappresenta la stabilità abbinata a una raffinata ricerca del contemporaneo”. Secondo Fabio Paris sono in grande aumento i giovani collezionisti che, forgiati dal linguaggio contemporaneo, apprezzano i loro coetanei e investono nelle multimediali forme d'arte, spesso acquistando a rate. Discorso totalmente diverso per la tipologia degli acquirenti per la galleria d'arte moderna Tornabuoni. Roberto Casamonti dice “siamo entusiasti per l'organizzazione e l'affluenza a Miart. Abbiamo avuto la partecipazione dei migliori collezionisti italiani. Miart si sta delineando come una delle maggiori fiere italiane al vertice del sistema. Ottimo riconoscimento delle opere esposte: da Fontana a Ceroli, da Kandinsky all'unico lavoro esposto in fiera di Basquiat”. Casamonti ritiene che il mercato dell'arte moderna sia in un momento d'oro, i prezzi delle opere di alcuni autori non subiranno un incremento (ad esempio Fontana), di altri invece aumenteranno nel breve periodo (Ceroli, Boetti)”. Secondo Renato Cardi, che ama definirsi gallerista puro, non legato alla Finanza, “Miart è stata un'edizione straordinaria per le vendite, nei prossimi anni bisogna ulteriormente potenziarla magari con una direzione artistica importante, le scelte devono essere rigorose, con un forte trainante comune tra le varie esposizioni”. Proseguo intervistando Sergio Bertaccini. Gli domando come sta andando il mercato italiano, se stanno aumentando i collezionisti e se sta cambiando questa figura: “Il mercato italiano sta rallentando a seguito della recessione di quello americano e inglese. I collezionisti stanno aumentando moderatamente anche se non sta cambiando la tipologia. L'orientamento generale degli acquisti da parte dei collezionisti segue l'onda mediatica. Su Miart mi ritengo moderatamente soddisfatto. In generale c'é stata un po' di delusione. Da tre, quattro anni Miart è leggermente in declino”.

Articolo correlato: Tre domande a Claudia Cargnel


Commenti (1)

MA PERCHE' NON RIUSCITE A METTERE IN PIEDI UNA SEEZIONE DEDICATA AGLI ARTISTI " LIBERI" NATURALMENTE SOTTO IL CONTROLLO DI UN FEROCE COMITATO SCIENTIFICO - UN APPROCCIO VERO ARTISTA-FRUITORE....VI FA PAURA?. VOGLIAMO PROVARE UNA VOLTA...IO SONO DISPOSTO E CREDO CHE A QUALCHE ARTISTA DI GALLERIA VERRA' LA ROSOLIA- VI ASPETTO Fernando Rossi quasi vecchio artista contemporaneo

# Inviato da fernando rossi il giorno 05-06-2008 alle 12.33.08

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