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Insomnies

Maison d'art Bernard Anthonioz
16 rue Charles VII
94130 Nogent-sur-Marne - Paris
Tel. 0033 01 48 71 90 07
maison-dart-bernard-anthonioz@wanadoo.fr
www.maisondart.fr
Orario: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato dalle 12.00 alle 18.00

 

Insomnies

Nicolas Wilmouth, Isabelle Rozenbaum, Mihai Grecu, Patrick Rimond, Skoltz_Kolgen, Jean-Pierre Attal, François Ronsiaux, Dorota Kleszcz, Lionel Bayol-Thémines, Alessandro Stella, Cécile Azoulay, Midori Sakuraï, Kuba Bakowski, Pleix, Label Optical Sound + L'entre prise, Wild Shores, Olivia Louvel, Eddie Ladoire, Black Sifichi, Cocoon, Nicolas Maigret

5 giugno – 20 luglio 2008

 

Nicolas Wilmouth

 

 

di Tommaso Benelli

Non riuscire a dormire ovvero non dare tregua alla mente. L'arte, soprattutto per chi la pratica, provoca simili effetti collaterali. Ad oggi però nessun foglietto di istruzioni ufficiale riporta ancora tali controindicazioni all'assunzione artistica. Sogno o realtà? Una mostra collettiva interpreta l'affascinante tema della veglia con magistrale poesia e incanto. Le luci accese del piano nobile e della grande entrata verso il parco sono gialle di luce calda e accogliente; vista da lontano, dal parco in leggero declivio, con le immense ombre dei platani e delle querce secolari, la Maison d'art Bernard Anthonioz ricorda inequivocabilmente il paradossale Impero delle luci di René Magritte (Lessines 1898 – Bruxelles 1967), la cui atmosfera si mescola, per chi avesse avuto la fortuna di vederlo, ad una eco di Gosford Park ma alla francese. Oltre la dimora seicentesca ed oltre il suo immenso parco, più in là Parigi vive una notte come le altre, buia quanto luminosa di arancio, giallo e bianco sporco. L'inquinamento luminoso crea una gradevole aurora artificiale che seppur nasconde le stelle, edulcora la notte. Siamo a Nogent sur Marne, ad est di Parigi, a sud del maestoso Bois de Vincennes. Ma da qui, e in questa notte, tutto è diverso, siamo calati in un'altra atmosfera, ed è proprio con il piacere e lo stupore che accompagna la scoperta di un luogo nascosto che si può visitare l'esposizione Insomnies . L'eloquente titolo dichiara quanto la notte, in questo progetto, sia complice dell'arte, quanto essa “tenga sveglia la mente”, sia intesa come stimolo intellettuale e forma stessa di pensiero, sia come vera e propria ossessione, soprattutto quando si meriterebbe un consigliero e ristoratore sonno. Il collettivo L'entre prise costituito di 50 artisti di tutta Europa, ha selezionato i progetti di 21 artisti, video e installazioni esposte sia nelle sale della maison sia nei 50 ettari dell'antico parco che scende sino ad oltre la Marne , là dove Renoir e compagni passavano le loro notti in bianco, intenti nella continua sperimentazione d'inattese soluzioni pittoriche. Le fotografie di eccellente qualità di Nicolas Wilmouth (Clichy 1973) , mostrano le meccaniche e disperate attività dell'insonne; Jean Pierre Attal, con evidente richiamo ad Andreas Gursky (Leipzig, 1955) fotografa il contemporaneo delirio del lavoro notturno negli uffici, ma è poi nelle installazioni e nei video che compongono il percorso nel parco che la magia di questa esposizione si fa, chiara. Dieci schermi schiariscono l'erba e nonostante l'enormità dello spazio viene, per rispetto, di parlare sottovoce. L'installazione sonora dei Wild Shores (1990) intitolata the Infinite Lullaby -“svegliarsi nel sogno”, si proietta “a caleidoscopio” su di un platano tri-secolare, mentre sotto il suo immenso manto il suono accompagna l'esperienza estetica, rendendola contemplativa. A scadenza indeterminata di qualche minuto, un fragore nella notte come il crepitio di un disco usurato, risveglia e desta il visitatore del parco: è Phospène/Acouphène, opera del francese Nicolas Maigret (Bordeaux 1980).

Nicolas Maigret

Con semplicità ed essenzialità Maigret metaforizza l'esperienza estetica: visione, percezione cognizione e memoria. Dieci fari di luce livida e intensa, installati al bordo di un piccolo bacino per l'irrigazione, palesano il rumore. La folgorazione non dura che qualche secondo, ma la memoria retinica e uditiva, prolungandosi, complice la notte buia, dilata l'esperienza. È forse questa per essenzialità e complessa semplicità l'opera che più segna la notte insonne di Nogent sur Marne; insolito il tema, insolito il luogo, insolita l'esperienza, da sole queste sono le ragioni per visitare Insomnies, e scoprire come l'arte contemporanea a volte sia capace di illuminare le notti insonni delle nostre menti.


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